I "GUANTINI" ROMANI DA PUGILATO DI VINDOLANDA

I "guantini" da sparring in cuoio per il pugilato, riportati alla luce durante lo scavo estivo del 2017 a Vindolanda, un forte romano situato nella regione odierna del Northumberland, nelle vicinanze del Vallo di Adriano, a nord del Regno Unito, dove i legionari presidiarono i confini dell'Impero Romano per circa 400 anni, rappresentano una scoperta eccezionale nel campo archeologico.
Vindolanda è nota per il suo tesoro di reperti archeologici romani ben conservati che, a ogni stagione di scavo, vengono riportati alla luce dopo millenni. Nel 2017, gli archeologi del sito, abituati a ritrovamenti originali, specialmente quelli in cuoio, per un certo senso unici nel loro genere, possibili grazie alle caratteristiche fisiche del terreno e che hanno fatto diventare il centro di studi di Vindolanda una tappa obbligata per gli archeologi, gli storici e i professionisti del settore, si sono ritrovati di fronte a due oggetti in pelle che erano diversi da qualsiasi oggetto precedentemente trovato in un sito romano.

Andrew Birley, CEO e direttore degli scavi del Vindolanda Trust, ha affermato: "Ho visto rappresentazioni di guantoni da pugilato romani raffigurate su statue, dipinti e sculture in bronzo, ma godere del privilegio di trovare due esempi di vera pelle è eccezionalmente speciale. Ognuno di loro ti avvicina alle persone che vivevano qui quasi 2000 anni fa, ma i peli ti si rizzano sulla nuca quando ti rendi conto di aver scoperto qualcosa di sorprendente, come questi guantoni."
Dopo approfondite ricerche sui manufatti in collaborazione con importanti musei ed università, e con esperti artigiani del cuoio, è stato stabilito che si trattava proprio di “guantini” o “guantoni” da pugilato usati intorno al II sec. d.C., e sebbene l'allenamento al pugilato fosse un'attività comune nell'esercito romano, non è noto alcun esempio reale di tali guanti sopravvissuti all’antichità e giunti fino a noi.

Gli antichi manufatti sono stati rinvenuti insieme a tavolette per scrivere, spade, scarpe, pettini e altri oggetti della vita quotidiana delle famiglie dei legionari, che vivevano in caserme alle frontiere dell'impero romano.
I "guantini" probabilmente erano una riproduzione amatoriale semplificata di guanti più elaborati, forse con sottoguanti ormai andati persi perché di altro materiale organico, dei famosi guantoni da pugilato, usati negli antichi stadi, simili a quelli visibili sul Pugile delle Terme del Museo Nazionale Romano a Palazzo Massimo, a Roma.
Esiste invece una possibilità interessante: i "guantini" di Vindolanda potrebbero essere una versione personalizzata e più generica di protezioni simili agli sphairai, usati per l'allenamento e lo sparring nelle palestre del mondo antico, nonché per proteggere le nocche dagli impatti.

Questo si deduce anche dalla somiglianza con reperti in terracotta e in bronzo, oggi esposti in vari musei archeologici. Anche se i due guanti non sono una coppia perfettamente coordinata e sono realizzati in modo diverso, il loro design presenta somiglianze degne di nota. Dovevano adattarsi alle nocche, come i guantini usati nelle moderne Mixed Martial Arts, non sull'intera mano, come i guantoni da boxe attuali. Sono così ben conservati che l'impronta delle nocche è ancora visibile sul più piccolo dei due.
Ci sono evidenze di un’estrema usura sul bordo di contatto del guanto più grande, il che suggerisce che sia stato usato nell’allenamento e non come oggetto da esporre; vi è anche uno strappo, coperto da una toppa circolare, che indica che il guanto in passato è stato riparato durante il suo uso. Ciascuno dei guanti è stato costruito da un unico pezzo di cuoio, poi piegato in una specie di guaina, con le due estremità unite per formare un cerchio attraverso il quale la mano può scorrere, e quindi imbottito. Il guanto più grande era riempito con materiale naturale organico, che fungeva da ammortizzatore, il guanto più piccolo era riempito con una bobina di pelle intrecciata. I guantini non presentano cuciture né sezioni, cosa del tutto originale e, per certi versi, enigmatica, e riempiti di materiale organico per assorbire i colpi.