Piccola scultura romana in marmo raffigurante la testa di un pugile, risalente al periodo compreso tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., rinvenuta nel territorio dell'antica Smirne, odierna İzmir, in Turchia, e acquisita alla fine del XIX secolo da Henry Walters, collezionista e filantropo. Attualmente, tale opera è custodita presso il Walters Art Museum di Baltimora, negli Stati Uniti.
Il ritratto presenta un volto e un cranio caratterizzati dalle peculiarità di un atleta professionista di alto livello: collo taurino, orecchie a cavolfiore, setto nasale deviato e rotto, multiple tumefazioni, arcate sopraccigliari alterate e sporgenti, cranio deformato e asimmetrico, dovuto a numerosi incontri con l'uso dei guantoni "pesanti" dell'epoca.
La fronte è fortemente sfuggente e segnata da un solco profondo. Gli occhi hanno forma semicircolare e palpebre pesanti, forse per l'influenza della ritrattistica dell'Egitto tolemaico; sono ravvicinati e si notano danni nell'area attorno all'occhio sinistro e al sopracciglio destro.
Il labbro superiore, carnoso, sporge rispetto a quello inferiore e gli angoli della bocca sono profondamente incisi, forse a causa dell'assenza di denti.
La deformazione nota come orecchio a cavolfiore (o ematoma auricolare) si forma quando un colpo violento o un attrito prolungato rompe i vasi sanguigni dell'orecchio. Il sangue si raccoglie tra la pelle e la cartilagine. Senza cure tempestive, il sangue si indurisce e deforma l'orecchio per sempre.
L'atleta sfoggia un cirrus in vertice, uno stile di acconciatura con codino e cresta, simile a quello attualmente conosciuto come mohicano corto (mohawk), con rasatura sui lati e una striscia centrale di capelli, tipica e simbolica degli atleti combattenti dell'Impero Romano.
