Questo elmo miceneo, realizzato con zanne di cinghiale, proveniente da Micene, è datato al XIV secolo a.C., ed è attualmente esposto al Museo Archeologico Nazionale di Atene. Gli elmi prodotti in zanne di cinghiale furono utilizzati nel periodo miceneo dal XVIII o XVII secolo a.C. fino al XI secolo a.C. Tali elmi erano costituiti da sottili placche ricavate dalle zanne di cinghiale, fissate a una base di cuoio imbottita di feltro, disposte in file ordinate.
Nel X libro dell'Iliade (vv. 260-270), Omero descrive un elmo analogo, decorato con zanne di cinghiale, indossato da Ulisse (Odisseo) durante un'incursione notturna contro l’accampamento troiano.
«Merione diede a Odisseo l’arco, la faretra e la spada, e sul capo gli pose un elmo di cuoio, con molte strisce saldamente intrecciate all’interno e al di fuori bianchi denti di cinghiale dalle candide zanne, fitti e disposti con ordine da una parte e dall’altra; in mezzo vi era del feltro; lo portò un tempo da Eleone Autolico, che lo aveva rubato, penetrando nella solida dimora di Amintore figlio di Ormeno; a Scandia, poi, lo inviò, ad Anfidamante di Citera; Anfidamante lo diede a Molo come dono ospitale, e Molo a suo figlio Merione perché lo portasse; quel giorno ricoprì e protesse la testa di Odisseo».
Omero specifica che l'elmo donato da Merione ad Odisseo era un antico cimelio di famiglia, noto per la sua eccezionale resistenza, tramandato attraverso diverse generazioni, da Autolico ad Anfidamante e a Molo.
Le placche in zanna di cinghiale si ottenevano dalle due zanne inferiori dell'animale, lunghe circa 20 centimetri ciascuna. Le zanne superiori sono più piccole e, a causa della loro maggiore curvatura, risultano inadatte. Dopo l'essiccazione, che rendeva il materiale più fragile, le zanne potevano essere tagliate lungo l'asse. A seconda delle dimensioni e della forma, da una singola zanna si potevano ricavare fino a quattro placche. Per un elmo di medie dimensioni, erano necessarie le zanne di 40-50 cinghiali, mentre per quelli più elaborati ne occorrevano più di 140.
Nella forma più tarda, descritta da Omero e raffigurata in diverse opere, le placche sono disposte in file verticali compatte, senza spazi vuoti, formando linee caratteristiche. Di solito ci sono da due a cinque file di placche, naturalmente ricurve e con orientamenti alternati tra le file adiacenti.
Le placche variano tra 5 e 8 cm di lunghezza, con il numero di file che dipende da questa misura. Sono stati rinvenuti importanti resti di queste placche a Sparta, vicino ad Atene, nella necropoli minoica di Armenoi, a Creta, e anche a Micene, a Kallithea e a Cnosso.
La forma conica aiutava a deviare le lance e i proiettili delle fionde. Molti elmi erano dotati di paraguance, spesso rivestiti con le stesse placche di zanna di cinghiale. A partire da circa 1450 a.C., gli elmi successivi includevano di norma un paranuca, realizzato in cuoio o rinforzato con placche di zanna di cinghiale. Un sottogola in cuoio contribuiva a garantire la stabilità del casco.
Sebbene il bronzo fosse disponibile durante l'Età del Bronzo egea, si impiegavano le zanne di cinghiale per fabbricare le armature. Tale scelta deve essere dovuta sia a ragioni tecniche sia all'importanza culturale delle zanne stesse. Le spade e le punte di lancia venivano già realizzate tramite fusione in bronzo; tuttavia, la produzione di lamine di bronzo di ampie dimensioni, idonee alla realizzazione delle calotte degli elmi, risultava complessa a causa della fragilità delle leghe dell'epoca; infatti, il metallo doveva essere sufficientemente resistente da garantire protezione, ma altresì abbastanza leggero da non arrecare un eccessivo peso ai portatori.
Nonostante le raffigurazioni e i ritrovamenti relativi agli elmi siano piuttosto numerosi rispetto ad altri tipi di elmo, è improbabile che ogni guerriero dell'epoca possedesse un elmo in zanne di cinghiale, poiché sarebbe stato difficile cacciare un numero sufficiente di animali per realizzarne uno.
La caccia al cinghiale rivestiva un ruolo importante nella cultura guerriera micenea. Le zanne sui elmi fungevano da trofei, a testimonianza di coraggio e abilità. La caccia al cinghiale era considerata la prova di destrezza venatoria più difficile, riservata ai più abili e coraggiosi. Le mitiche cacce, come quelle del cinghiale di Erimanto o di Calidone, rimasero impresse nella memoria culturale fino all'epoca storica. Col tempo, ciò che iniziò come un’esposizione di trofei si trasformò in un elmo funzionale, con le zanne che offrivano protezione grazie alla durezza del materiale. L'elmo con zanne di cinghiale era un attributo di elevato valore economico, simbolo di alto status sociale. Spesso tramandato come cimelio di famiglia e valorizzato dall’associazione con proprietari illustri. Omero descrive un elmo tramandato di generazione in generazione. Il fatto che l'elmo con zanne di cinghiale fosse noto in epoca omerica, secoli dopo la sua produzione, indica che questi cimeli venivano conservati ben oltre il periodo di fabbricazione ed erano conosciuti per il loro valore.
