L'AFFRESCO DEI GLADIATORI RINVENUTO A POMPEI NEL 2019

Una scoperta interessante, avvenuta a Pompei negli ultimi anni, è un magnifico affresco raffigurante la conclusione di un munus gladiatorium, cioè un combattimento gladiatorio. La pittura murale è stata rinvenuta nell'area del cantiere della Regio V, nell’ambito dei lavori di messa in sicurezza e di rimodulazione dei fronti di scavo, previsti dal Grande Progetto Pompei, ed è risalente al I sec. d.C., delle dimensioni di 1,12 m x 1,5 m.
Rinvenuto in un ambiente alle spalle di una piccola piazzetta con fontana, vicino all’incrocio tra il vicolo dei Balconi e il vicolo delle Nozze d’Argento, ha forma trapezoidale, una scelta obbligata dallo spazio lasciato libero dal sottoscala, dove si intravede ancora l’impronta della scala lignea, e, molto probabilmente, decorava un ambiente frequentato da gladiatori, forse un’osteria con al piano superiore locali per le prostitute, vicino alla caserma dei gladiatori di Pompei.
In questo affresco si può osservare la rappresentazione della fase finale di un combattimento tra un gladiatore di tipo mirmillone, situato sulla sinistra, in piedi, pronto a colpire il suo avversario, mantenendo lo scudo in alto e impugnando il gladio, la spada romana dell'epoca, pronto all'attacco. Accanto, un gladiatore Trace ferito sulla destra esegue il gesto dell'ad digitum romano, equivalente all’apagoreuein greco, un gesto elaborato dall'atletica greca, che consiste nel levare il dito per dichiarare la propria sconfitta e sottomissione, spesso confuso con il gesto dell'adlocutio, abituualmente eseguito dall’imperatore in altri contesti.
Nella raffigurazione estremamente realistica si notano le ferite di uno dei contendenti: quelle al polso, al petto e al collo, che lasciano fuoriuscire sangue che bagna i suoi gambali. Si nota che le ferite sono dovute alla punta del gladio, non ai fendenti, un particolare che ci informa sulle tecniche impiegate nei combattimenti gladiatori.
Non sappiamo se si tratti della riproduzione di un combattimento effettivamente avvenuto né quale sia stato l’esito finale.
I gladiatori indossano armature diverse: il mirmillone, a sinistra, brandisce una spada corta, il gladius, e uno scudo rettangolare, lo scutum. Ha una manica segmentata, uno schiniero, l'ocrea alla gamba sinistra e un elmo con tesa larga e visiera, la galea, ornato con un cimiero piumato, probabilmente di crine di cavallo. Il gladiatore a destra porta un elmo simile, con un alto cimiero, due schinieri fino alle ginocchia e si intravede la sua manica imbottita. La spada, la sica (posizionata forse dietro il busto o sotto lo scudo), e la parmula sono sul suolo.
L’ambiente del rinvenimento è solo parzialmente portato alla luce; da un lato emerge un’ulteriore piccola porzione di affresco che rivela la presenza di un’altra figura. Per ora l'affresco non è visitabile né aperto ai visitatori. Prossimamente lo scavo porterà certamente nuove notizie e l'apertura al pubblico.